Internet: sicuri vuole dire conoscere Print
Gli utenti di internet e delle nuove tecnologie informatiche sono milioni, ma sono ancora relativamente pochi coloro che hanno affrontato con attenzione uno studio connesso all'utilizzo di questi strumenti così versatili, ma anche così pericolosi.

Abbiamo osservato la crescente diffusione di sistemi informatici e di reti di telecomunicazioni, a cui è seguita la nascita di nuovi servizi e forme di comunicazione che sono oggi disponibili ed utilizzate da milioni di utenti attraverso la rete Internet.
Questa straordinaria evoluzione di tecnologia ha determinato una sostanziale modificazione nelle abitudini degli utilizzatori di certi servizi, quali quelli di informazione o di acquisto, in quanto oggi è naturale consultare un quotidiano online (o più quotidiani) ed effettuare degli acquisti a grande distanza senza neanche alzare il telefono.
Come è intuibile, ogni nuova tecnologia rappresenta contemporaneamente una opportunità ma anche un rischio, in quanto lo strumento è utile se risulta libero da minacce e se non risente di azioni fraudolente operate da chi sfrutta la novità tecnologica per raggiungere fini illeciti.
A volte la responsabilità è anche negli utilizzatori che hanno poca confidenza con gli strumenti informatici, vittime di un atteggiamento superficiale e di una scarsa comprensione dei rischi legati ad un uso improprio del mezzo tecnologico in un contesto di infrastruttura di rete mondiale.
Ciò che viene affrontato a più riprese, in interventi formativi più o meno diretti da parte degli esperti, è il tema della “Sicurezza in Internet e nelle nuove tecnologie informatiche”, perché questo ambito rappresenta una vera e propria necessità per tutti gli utilizzatori, ovvero è un elemento fondamentale per poter usufruire dei molteplici servizi oggi disponibili. Sono nate iniziative a favore della conoscenza del problema sicurezza da parte di numerose organizzazioni, commerciali e non, per introdurre una coscienza sul problema a livello sociale, determinando quindi un atteggiamento prudenziale verso un utilizzo troppo “frivolo” del mezzo informatico.
Vale la pena di ricordare che sono proprio gli utenti a inserire i dati delle proprie carte di credito o a divulgare informazioni non autorizzate circa le proprie credenziali di accesso a banche e sistemi protetti, perché non si accorgono del pericolo incombente durante la sessione di collegamento.
A livello internazionale è diffusa una definizione ottimale in relazione al problema informatico evidenziando che l’atteggiamento necessario a risolvere queste imprudenze è una “cultura della sicurezza” (“Linee guida dell'OCSE sulla sicurezza dei sistemi e delle reti d'informazione: verso una cultura della sicurezza” 25 luglio 2002).
Ciò che ci si aspetta da un approccio informato al discorso è trattare i cardini formativi della sicurezza sotto i profili di Internet e le reti geografiche, la sicurezza delle reti e dei servizi, i sistemi di navigazione e le autenticazioni, la cifratura dei dati e i tunnel virtuali.
Queste sono le aree principali per conoscere con esattezza i problemi legati ad internet e alle nuove tecnologie informatiche.
Occorre inventare un approccio formativo in un contesto flessibile in grado di arricchirsi di nuovi contributi e approfondimenti, seguendo le esigenze e la natura stessa del progetto educativo: avvicinare l'utente al concetto di sicurezza informatica per il raggiungimento di una maggiore consapevolezza nell'utilizzo di Internet e dei suoi servizi.
Nel corso degli ultimi anni sono stati attivati da parte di consorzi universitari, aziende private, enti didattici accreditati, aziende e docenti, numerosi corsi di formazione e master collegati alla sicurezza informatica e all’approccio ad un utilizzo consapevole dei mezzi informatici.
L’utilizzatore aziendale con l'intervento in loco del formatore o ancora meglio, attraverso internet grazie ai corsi online, è in grado di acquisire una maggiore conoscenza del settore intervenendo sulle proprie debolezze e costruendo intorno a sé una barriera contro gli attacchi di soggetti malevoli (virus, spyware, hackers e quant’altro) a vantaggio della propria sicurezza, del proprio lavoro, e del patrimonio dell’impresa nella quale opera.