Salviamolo prima di perderlo! Print
Il concetto di informazione è indiscutibilmente connesso a quello di archiviazione perchè ogni dato che visualizziamo rischia di essere vittima dell'oblio se non viene opportunamente conservato. Memorizzare è un fatto personale, ma talvolta potrebbe essere anche una scelta obbligata.

Con l’avvento di internet si è assistito ad un rapido cambiamento delle modalità di archiviazione, conservazione e recupero dei dati, con l’effetto più evidente di un incremento esponenziale della quantità di dati da archiviare.
Non solo: i dati devono poter essere recuperati in tempo reale, ed in qualsiasi momento, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Le possibilità offerte dalla tecnologia non mancano certo di soddisfare gli utenti e gli utilizzatori avanzati. Infatti la possibilità di archiviazione è ormai divenuta dell’ordine dei terabyte, quindi la possibilità di immagazzinare una quantità praticamente infinita di dati e informazioni.
Non sempre è necessario che le copie dei dati siano archiviate su supporti ad elevata velocità, in quanto magari si è realizzata la memorizzazione degli stessi per esigenze d’archivio. Quindi è preferibile utilizzare supporti differenti dai dischi rigidi, quali ad esempio i nastri, più volte dichiarati come tecnologia in disuso, ma di fatto ineguagliabili in termini di rapporto costo-prestazioni per determinate applicazioni di storage.
A questi sistemi negli ultimi tempi si sono affiancati i NAS (acronimo di Network Attached Storage) che sono complementari a livello funzionale alle SAN (acronimo di Storage Area Network).
Il problema collegato all’implementazione di questi sistemi di archiviazione è legato alla crescente complessità di gestione delle risorse di storage. In pratica la ricerca immediata dell’informazione è correlata alla necessità di effettuare backup e recovery in tempi rapidissimi. Mentre un tempo la logica portava a considerare il backup come una operazione notturna della durata di parecchie ore, adesso assistiamo allo sviluppo di sistemi di archiviazione che consentono di copiare e archiviare solo i blocchi modificati successivamente all’ultimo backup incrementale e tutto ciò mentre il sistema fornisce informazioni agli utilizzatori.
Il fermo macchina è un concetto inaccettabile, mentre un tempo era visualizzato nell’immaginario collettivo dei tecnici come la necessità naturale di manutenzione dei sistemi informatici.
Questa situazione che riguarda tutti i dati digitali presenti in azienda, strutturati e non strutturati, si complica maggiormente nel caso di quelli del secondo tipo, infatti le informazioni non strutturate (o fixed content o informazioni referenziate) sono quelle informazioni non modificabili nel tempo, che devono essere disponibili con possibilità di accesso veloce e possedere altresì un riferimento univoco; inoltre questo tipo di informazioni ha generalmente una dimensione maggiore rispetto a quella dei dati strutturati.
Un aspetto a se stante ma conseguente a questa differenziazione è rappresentato dalle implicazioni legali e amministrative collegate alla gestione dei dati: la conformità alle normative vigenti comporta talvolta l’obbligo di gestire tutti i dati come se appartenessero al secondo gruppo, con l’aggiunta della richiesta di non modificabilità del dato (vedi ad esempio i documenti di tipo fiscale).