Sicurezza per i cittadini e per le imprese Print

Proteggere i sistemi informativi dagli attacchi degli hacker per garantire il funzionamento delle nostre infrastrutture.

Gli incidenti che hanno bloccato per ore l'intero DNS (Domain Name System) della Spagna lo scorso anno e più recentemente l'attacco al sistema DNS italiano fino all' "assedio" a cui sono stati sottoposti recentemente i sistemi di una nazione come l'Estonia che ha dovuto chiedere aiuto anche alla Nato, mostrano concretamente come la rete sia un sistema strategico per un paese, una infrastruttura critica analoga alle reti che trasportano l'energia, agli acquedotti, ai sistemi di trasporto.
La rete delle informazioni ha però caratteristiche del tutto singolari che ne fanno un insieme straordinario ma anche particolarmente vulnerabile e critico.
I sistemi informativi sono condizione per il funzionamento delle altre infrastrutture di un Paese, dalle segnalazioni ferroviarie, al controllo del traffico aereo, dal monitoraggio di fabbriche ai sistemi di gestione dell'energia per cui un incidente informatico, malevolo o fortuito che possa essere, può produrre effetti domino sconvolgenti.
In più la rete delle informazioni, come già avviene per altri sistemi critici come quello energetico, vanifica il concetto di confine nazionale che diventa di giorno in giorno del tutto improprio per garantirne la continuità operativa.

CONOSCI IL TUO NEMICO
Uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni riguarda il “nemico".
La minaccia più grave ai milioni di cittadini e di imprese che utilizzano la rete per lo sviluppo di servizi e lo scambio di prodotti, viene sempre più da gruppi criminali organizzati e strutturati come vere e proprie multinazionali della delinquenza: la rete, che è sempre stata per la criminalità un mezzo di comunicazione, è ora mercato e terreno d'affari.
Agli hacker in cerca di notorietà, si sono sostituiti criminali che vogliono assolutamente mantenere l'anonimato, agli smanettoni che con l'intrusione nei sistemi altrui volevano dimostrarne le debolezze ma nel contempo la loro superiorità e capacità tecnica, si sono sostituiti delinquenti che avendo il lucro come scopo, non vanno certo per il sottile e non si curano del danno arrecato ma della velocità con cui possono arraffare il bottino. Non voglio dire che siano scomparsi gli hacker di prima maniera, ma la loro incidenza sul totale del crimine informatico è sempre più marginale e cogliere la differenza, capire chi sta minacciando i nostri sistemi, se è un ragazzino o un ciberterrorista, deve essere una condizione per adeguare le nostre difese e contromisure.

LA CONSAPEVOLEZZA DEGLI INDIVIDUI
Chi sono gli attori più importanti per proteggere efficacemente un bene così prezioso come la rete? Chi deve assumersi la responsabilità di un'azione quotidiana che sappia rispondere con efficacia alle nuove minacce? Gli utenti stessi.
Come è stato per il web 2.0 in cui sono gli utenti i veri artefici del cambiamento, sono loro i produttori dei nuovi contenuti di Flickr e di YouTube, così anche per la sicurezza della rete sono gli utenti, con la loro attenzione quotidiana che possono creare una barriera capillare e vigile a presidio della rete.
Serviranno sicuramente tecnologie appropriate, regole condivise e procedure di comportamento in caso di incidente come è stato fatto per preparare le popolazioni alle grandi calamità naturali e per limitarne al minimo i danni.
Ma serve soprattutto un grande sforzo collettivo per alfabetizzare alla sicurezza tutti gli utilizzatori della rete, perchè sappiano, con i loro comportamenti attenti, difendere sè stessi e gli altri dalla vulnerabilità che non può essere eliminata da un sistema così diffuso e complesso.
E' stato questo il tema della conferenza Europea sulla sicurezza promossa dal Governo Tedesco a fine del suo semestre di presidenza dell'Unione, è questo il tema che guida il progetto di Online Sicuro promosso dal CLUSIT e sostenuto dal Governo Italiano per fornire ai cittadini informazioni, suggerimenti e aiuto in caso di incidente.

LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI
Come per i cittadini anche per le aziende la risposta alle nuove sfide della sicurezza non è soltanto una sfida tecnologica o di investimenti, che certamente non devono mancare, ma è soprattutto un cambio di mentalità che porti le aziende che condividono medesimi ambiti di rete, per territorio, settore o dimensione a scambiarsi informazioni, ad aiutarsi reciprocamente nel contrastare attacchi e minacce che solo apparentemente riguardano il singolo ma in realtà danneggiano interi comparti dell'economia.
Lo scambio di informazioni è il solo strumento per fronteggiare minacce e vulnerabilità ancora ignote e virus di cui non si hanno i vaccini come l'igiene, la prevenzione e la cooperazione tra paesi è la sola risposta a malattie per cui non si hanno ancora medicine.

DALL'EGOISMO ALLA SOLIDARIETA’
Non è solamente un cambio di mentalità o di cultura o di organizzazione, è tutto questo assieme ad un cambiamento profondo per il mondo della sicurezza che abbandona le metafore egoistiche dei castelli e dei ponti levatoi, dei sani in mezzo agli appestati e abbraccia invece una visione collaborativa e solidale, in cui la sicurezza di ciascuno dipende da quella dell'altro.
Lo abbiamo scoperto con il Phishing, con i BotNet: ognuno di noi rappresenta una vulnerabilità per la rete, un punto di ingresso e di attacco per tutti i partecipanti.
Se TU non sei sicuro nemmeno IO lo sono, ed è solamente con un grande lavoro comune che potremo proteggere e far crescere questo nuovo mondo straordinario.

Scritto da: Gigi Tagliapietra